Infrastrutture, Capelli: “da Governo solo chiacchiere su ponte Oloe”

ROMA, 9 NOV – ​“Crolla un ponte, muore una persona, le comunità restano isolate e in preda ai disagi, il Ministro alle Infrastrutture alla Camera s’impegna ad intervenire e dopo quattro anni non succede assolutamente nulla. Questo è quanto avvenuto in Sardegna per il ponte di Oloè, sulla strada provinciale 46 Oliena-Dorgali, crollato a seguito del cosiddetto “Ciclone Cleopatra” che sconvolse la Sardegna nel 2013, causando vittime e gravi danni alle infrastrutture. Non è accettabile in un Paese civile buttare risorse per costruire ponti che alle prime piogge si sfaldano”.
Lo dichiara l’on. Roberto Capelli, deputato di Centro Democratico e autore di una nuova interrogazione urgente al Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio.
“Il ponte di Oloè, – continua Capelli – ha subito danni gravissimi a fine 2013 a seguito di un ciclone, costato la vita all’agente di Polizia Luca Tanzi. Si sono spesi 2,9 milioni di euro per la sua parziale ricostruzione, salvo poi chiuderlo di nuovo per il maltempo. Poi è intervenuta la provincia di Nuoro, che nel giugno 2016 dopo una verifica tecnica ha consentito il transito dei mezzi solo per un carico ridotto per corsia e distanziati l’uno dall’altro, a condizione di frequenti ispezioni, in particolare dopo eventi climatici eccezionali”.
“Ma già nel gennaio 2017 –  continua Capelli – il ponte è stato nuovamente chiuso, ancora per un maltempo che ci si ostina a considerare eccezionale, ma che non lo è. E siamo andati avanti così fino ad oggi, tra chiusure e riaperture, quando a giugno la Procura di Nuoro è stata costretta a revocare la custodia del ponte al Sindaco di Oliena perché sono state rimosse e mai ripristinate le opere che ne impedivano l’accesso. Da allora l’accesso è sbarrato grazie all’intervento del Genio Militare. Di fatto ad oggi il ponte continua a rimanere chiuso, isolando cittadini, imprese e mezzi di soccorso”.
“Ogni ulteriore rinvio o scusa adesso sono solo una presa in giro ai cittadini. Non è possibile giustificare ancora quest’inattività, dopo quattro anni. Per questo ho presentato una nuova interrogazione al Ministro per capire fino a che punto la politica può dimostrarsi lontana dai bisogni reali dei cittadini”, conclude Capelli.