10.01.2017 Capelli a Orlando: chiarezza sui detenuti Islamici

Cagliari – Il ministro della Giustizia Andrea Orlando risponderà domani pomeriggio alla Camera, in occasione del question time in programma dalle 15, a un’interrogazione del deputato Roberto Capelli (Cd) sulla presenza di detenuti islamici accusati di terrorismo internazionale e inseriti nei circuiti di alta sicurezza. “La metà di questi soggetti è reclusa in due carceri della Sardegna, 20 su un totale di 44, secondo le nostre informazioni”, sottolinea il parlamentare sardo. “Vogliamo conoscere dal ministro il numero esatto dei detenuti islamici nell’isola e la loro destinazione, in modo da comprendere quali misure di controllo e monitoraggio siano previste nei loro confronti e se essi possano in qualche modo interagire con detenuti comuni o appartenenti alla criminalità organizzata”. Sabato scorso, dopo un’ispezione parlamentare nel carcere sassarese di Bancali, il deputato di Unidos (Mauro Pili) aveva segnalato la presenza di 18 detenuti islamici per reati di terrorismo internazionale, fra i quali uno dei 30 della black list individuati dall’amministrazione Usa, e pesanti carenze nell’organico della polizia penitenziaria. Ieri sera il parlamentare ha visitato il penitenziari di Badù e Carros a Nuoro, dove ha riferito di otto reclusi in un braccio destinato a presunti terroristi islamici e affidato a 15 agenti dell corpo sepciale della polizia penitenziaria, il Gom-Gruppo operativo mobile. Fra i reclusi c’è Abdul Rahaman Nauroz, per anni ricercato come capo del reclutamento di una cellula che da Merano aveva ramificazioni in Norvegia, Filandia e Gran Bretagna, riferisce Pili. Con lui anche il marocchino Anderrahim El Khalfi, arrestato a Roma nel luglio 2015 per proslitismo jihadista, e Antar Mustafa A.H. Hachim, egiziano di 43 anni. I loro processi saranno in teleconferenza. In un altro braccio sono detenuti 90 esponentei di spicco del traffico internazionale di droga e l’ex primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina. A Nuoro mancano – sostiene il deputato – fra i 70 e gli 80 agenti penitenziari, oltre il 30% rispetto all’organico.