19.03.2014 Sardegna, Capelli: Da governo date certe, inaccettabile rinvio su aiuti alluvionati

“La bocciatura chiesta e ottenuta dal Governo alla Camera degli emendamenti che avrebbero consentito di alleggerire il peso del fisco per le aree della Sardegna colpite dall’alluvione dello scorso novembre e di agevolare i finanziamenti bancari per la ricostruzione, lascia esterrefatti”. 

Lo dichiara Roberto Capelli, deputato del Centro Democratico. “Il Governo che vuole essere ricordato per le date certe, in Aula ha preferito solo prendere tempo, dando anzi la notizia che le coperture che erano state trovate nell’ambito di altri decreti poi decaduti, non ci sono più e dovranno, semmai, essere ritrovate. E se non avessi sollevato la questione a Montecitorio, l’ulteriore, pesantissimo schiaffo alla Sardegna sarebbe passato sotto silenzio”.

“Per fortuna, invece, dopo il mio intervento hanno preso la parola esponenti di tutti i gruppi di maggioranza e opposizione obbligando il rappresentante del governo, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ad impegnarsi a riprendere la questione al Senato al più presto. Ad oggi però – conclude Capelli – è sconsolante osservare che per la Sardegna lo Stato non c’è”.

 

Tipo Atto: INTERVENTO IN AULA

 

XVII LEGISLATURA

Resoconto stenografico dell’Assemblea

Seduta n. 193 di mercoledì 19 marzo 2014

 

ROBERTO CAPELLI. Signor Presidente, intervengo per chiedere di poter sottoscrivere questo articolo aggiuntivo e per poter colloquiare, possibilmente, con il Governo.
Dal 18 novembre la Sardegna aspetta un segnale da questo Parlamento. Il 19 novembre si sono alzati molti colleghi, molti di voi hanno manifestato la solidarietà verbale, la vicinanza ai 16 morti della Sardegna, la vicinanza a quella terra che molto ha dato al Paese e che attendeva di essere considerata in un momento, forse drammatico, forse uno dei più drammatici a cui è stata sottoposta negli ultimi anni.
Tante attenzioni – il Presidente Letta, in quel di Olbia, ha detto: «Interverremo con 200 milioni, 50 milioni dell’ANAS» –, tante azioni di solidarietà. Bene, le uniche cose che sono arrivate sono stati i sostegni, anche economici e finanziari, della gente, degli italiani, del mondo. Chi si è tirato indietro ? Ricordavo a quest’Aula: facciamo sì che la periferia dell’impero non venga dimenticata nei giorni successivi alle interviste, alle manifestazioni di solidarietà sui media, che danno anche visibilità. Non dimentichiamolo, andiamo avanti. Non si chiede un’azione di accattonaggio, non è nella visione dei sardi.
Vi è stato lo stralcio dal provvedimento «salva Roma». Tutti abbiamo votato perché la nostra capitale avesse le giuste attenzioni. Votiamo anche per i provvedimenti del Veneto, siamo stati i primi in Abruzzo, abbiamo sempre manifestato la nostra azione concreta di solidarietà. Bene, dove siete ? Dov’è lo Stato ? Vi è questo articolo aggiuntivo proposto dai colleghi Corda, Nicola Bianchi, Cancelleri, Ruocco, Villarosa e Barbanti; poi, vi sarà anche quello proposto dai colleghi del PD. Dov’è il Governo ? Spenda una parola, almeno una parola, per dire che domani, possibilmente stasera, l’impegno possa essere concretizzato e alle parole seguano i fatti.

ROBERTO CAPELLI. Signor Presidente, ho posto un problema che ha sollevato le coscienze di alcuni. Mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che sono intervenuti (ho chiesto la sottoscrizione del loro emendamento): quando si vuole portare avanti una causa, che non deve essere posta come contrapposizione tra maggioranza e opposizione, anche i termini sono importanti. Io non voglio sfidare la maggioranza su un obiettivo che voglio raggiungere e quindi portare all’attenzione dell’Aula tutti gli aspetti negativi di formazione di questa maggioranza; voglio raggiungere un risultato: ossia dare una risposta di giustizia a un territorio. Quindi non provoco la maggioranza sui temi politici, sull’affidabilità; non la provoco in tal senso. Perdonatemi, ovviamente il mio non vuole essere un consiglio, ma una considerazione.
Quindi, riprendo l’argomento su questo emendamento, dicendo che sarà sicuramente favorevole il mio voto alla conversione, è favorevole per il Veneto a cui si dà risposta per gli eventi del 17-19 gennaio 2014 e non si dà risposta agli eventi del novembre 2013 della Sardegna. È già stato detto tutto, è stato detto come trovare le risorse, è stato detto che il Governo ha trovato le risorse nel decreto «Salva Roma». Non capisco l’atteggiamento del presidente della V Commissione bilancio che ha, come dire, istituito una nuova commissione: quella dell’ufficio «complicazione affari semplici». Bastava accedere ad una sospensione, ad una rivalutazione del parere della Ragioneria e siamo ancora in tempo. Il mio non è un voto per questa maggioranza o per l’opposizione, il mio vuole essere un voto per un atto di giustizia che non deve essere una richiesta di «accattonaggio», ripeto, ma deve essere una risposta certa.
Sottosegretario, non voglio entrare in polemica con quanto lei ha detto, però questo è il Governo delle date certe; è stato il Governo che si è presentato e che io sostengo per le date certe, qui siamo sulle date rinviate. Allora, cerchi di dare continuità all’impostazione del Presidente Renzi. Si può anche recedere e pongo la mia firma anche su questo emendamento…

PRESIDENTE. Concluda.

ROBERTO CAPELLI. Si può recedere ma dia una data certa, non faccia quello che altri governi hanno fatto perché questo deve essere il Governo del cambiamento. E quindi…